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http://www.youtube.com/watch?v=sytn_KvoLVM

Gustati i simpatici siparietti di sette straordinari attori!

Il video è stato girato per “MOVEMBER” da G.I.R.A. in collaborazione con NAA – Not an Agency delle bravissime Francesca Salmaso ed Eleonora Albiero!

Un ringraziamento doveroso va alle Zebre per l’ospitalità ed ai
giocatori che si sono prestati come superbi attori (Bergamasco,
Bortolami, Garcia, Giazzon, Leonard, Sarto, Trevisan), oltre che al
fisioterapista Benecchi, al presidente di G.I.R.A. Federico D’Amelio ed a
Flavio Damiano!

Are you ready for Movember?

 

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COMUNICATO G.I.R.A. 09/07/2013GIRA

E’ con estrema soddisfazione che G.I.R.A. – Giocatori d’Italia Rugby Associati comunica di essere riuscita – dopo un intenso e paziente lavoro di relazioni e vari incontri all’estero – a colmare una macroscopica lacuna nella rappresentatività del Rugby italiano a livello internazionale, arrivando ad inserire ben due giocatori nel Player Advisory Board 2013 dell’I.R.P.A. (International Rugby Players’ Association)!

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Per la prima volta, infatti, due italiani (Marco Bortolami ed Ezio Galon, rispettivamente per il Rugby a XV e per il Seven) parteciperanno alle attività ed ai progetti dei colleghi dei due emisferi.

 

L’International Rugby Players’ Association venne fondata nel 2001 per promuovere, far progredire e proteggere gli a livello internazionale gli interessi dei giocatori professionisti di Rugby.  IRPA è il principale organismo rappresentativo dei rugbisti, e unisce gli esponenti della componente atleti di Inghilterra, Francia, Australia, Sudafrica, Nuova Zelanda, Galles, Irlanda, Argentina. L’IRPA si adopera costantemente per il coinvolgimento di quanti più giocatori possibili, allargando la sua sfera di direzione anche ad atleti di Scozia, Samoa, Fiji, Russia, Canada, Georgia, Tonga, Kenia, USA, ed ora anche dell’Italia.

 

Marco Bortolami ed Ezio Galon si confronteranno con gente del calibro di Richie McCaw, Johnny Sexton, Ben Robinson, etc., per varare strategie, determinare linee-guida e proporre soluzioni concrete che favoriscano una crescita e consolidamento dell’intero movimento rugbistico. Frattanto proseguiranno i contatti con le rappresentanze dei giocatori dei singoli paesi (è in programma per fine luglio un meeting con i francesi).

 

Contemporaneamente ai rapporti internazionali, G.I.R.A. sta infittendo quelli nazionali, soprattutto con le associazioni rappresentative dei giocatori di altri sport. In particolare è in fase di studio una sinergia mirata a sviluppare dei progetti di formazione e collocamento post carriera e, a tal fine, si è tenuto un importante incontro a Coverciano, la settimana scorsa, con A.I.C. (promotrice dell’iniziativa ed “ospitante”), G.I.B.A., Pallavolo, per i primi confronti.

 

Sul fronte “interno” G.I.R.A. sta macinando risultati, soprattutto in tema di garanzie, previdenza, assicurazioni, formazione, contrattualistica, post-carriera e via discorrendo. A partire da settembre molti risvolti dell’incessante e silente lavoro dei giocatori italiani paleserà i suoi frutti, all’insegna della complessiva volontà di scrollare di dosso dai giocatori italiani pro e semi-pro il marchio di dilettanti (allo sbaraglio). Non si può pretendere che i giovani si avvicinino al rugby se non si offrono loro un minimo di certezze e tutele, e su questo terreno si gioca buona parte delle aspirazioni italiane di competere con i migliori, evitando illusioni e badando alla concretezza.

Avanti tutta!

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firenze_aic_ancora_in_carriere_rugby_1Firenze, 3 luglio – Hanno partecipato anche i due rugbisti Mauro Bergamasco e Flavio Damiano al secondo modulo di A.I.C. – Ancora In Carriera, il progetto ideato dall’Associazione Italiana Calciatori in collaborazione con Studio Ghiretti & Associati che si è svolto al Centro Tecnico di Coverciano.

Il flanker delle Zebre e il tallonatore del Petrarca Rugby si sono uniti, grazie al supporto dell’Associazione Top Players G.I.R.A. (Giocatori d’Italia Rugby Associati), ai 37 ex calciatori iscritti per prendere parte alla tre giorni del corso nato con l’obiettivo di sviluppare le competenze professionali dei calciatori a fine carriera per consentire loro un pieno inserimento nel mondo del lavoro dentro e fuori dallo sport.

A.I.C. – Ancora In Carriera, arrivato alla sua terza edizione, ha ospitato non solo i calciatori, ma anche ad altri sportivi: oltre a Bergamasco e Damiano presenti anche gli ex pallavolisti Barbara Fontanesi e Pasquale Gravina e l’ex campione di basket Mario Boni.

” L’Aic crede molto nella formazione dei calciatori a tutti i livelli – ha ribadito il Direttore Generale Aic Gianni Grazioli – per questo ci stiamo impegnando molto nella realizzazione di progetti finalizzati alla crescita delle competenze dei calciatori a fine carriera. L’obiettivo è quello di fornire ai nostri associati gli strumenti adeguati ad approcciare il mondo del lavoro una volta terminata l’esperienza agonistica”.

Grazioli, che è intervenuto parlando del ruolo e dell’attività dell’AIC, ha ripercorso brevemente la storia dell’Associazione dalla fondazione ad oggi, illustrando le tante conquiste sindacali ottenute in 45 anni di storia. ” Sotto il profilo delle conquiste sindacali abbiamo ottenuto tantissimo e questo grazie alla compattezza dei calciatori e alla loro forza – ha concluso Il Direttore Generale dell’Aic – In campo internazionale, le altre associazioni ci guardano con un pizzico d’invidia, cosa che per noi è motivo di grande orgoglio. Oggi il nostro obiettivo è quello di mantenere tali conquiste cercando, insieme alle altre componenti, di far crescere tutto il movimento”.

Gli interventi di questo secondo modulo sono stati tenuti da Enrico Gelfi e Roberto Ghiretti (Studio Ghiretti), Jacopo Volpi (Vicedirettore di Rai Sport), Fabio Bussacchini (PNL coach), Marco Ferrari (Gruppo Zodiak Active), Massimo Corcione (Sky Sport 24), Alessandro Veroli (New Media Manager), Paolo Bedin (Direttore Generale Lega Serie B), Salvatore Sanzo (Presidente CONI Regione Toscana), Isabella Croce (LGS Sport LAB) e Andrea Zorzi (ex campione di volley).

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ERRATA CORRIGE – A parziale modifica del post pubblicato stamattina su facebook, si chiarisce che la Capitolina Roma non è mai incorsa in procedure fallimentari. Si formulano scuse formali per alla Società in parola per la svista, il Presidente

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Prendiamo atto – leggendo l’estratto della riunione del Consiglio Federale del 02/02/2013 – che è al vaglio della F.I.R. la proposta di introdurre delle garanzie fideiussorie nell’Eccellenza, a beneficio dell’ “indennità salariale dei Giocatori” e del rispetto degli impegni assunti dalle Società Sportive. In particolare “Il Presidente Gavazzi ha relazionato i colleghi consiglieri in merito alle riunioni avute con i vertici delle Società del Campionato Italiano d’Eccellenza. Si è determinato che, dalla stagione 2013/14, al fine di garantire l’indennità salariale dei giocatori, venga richiesta alle Società una fidejussione di cinquantamila euro a cui si affiancherà una garanzia della FIR stessa. E’ inoltre oggetto di valutazione la riduzione delle Società partecipanti al massimo campionato”. Ci si compiace davvero dell’iniziativa, posto che i Giocatori da anni e anni chiedono degli impegni concreti da parte delle Dirigenze sportive delle Squadre di Eccellenza, troppe volte gravemente inadempienti alle proprie obbligazioni contrattuali. A tal proposito, la vicenda Aironi era e resta un caso emblematico (non si è ancora saputo con certezza se la Società Sportiva sia “coperta” da una fideiussione, unica speranza di tante famiglie di rugbisti di recuperare le mensilità arretrate), ma servirebbe spendere più di qualche parola su recenti comportamenti contrattuali di numerose società di “Eccellenza”, abili nell’applicare, o magari subire, la “REGOLA DEL 3”: pagare le prime mensilità, poi ritardare il pagamento di quelle successive, e, infine, saltare in toto il pagamento dei compensi dell’ultimo trimestre. Nella stagione sportiva successiva, poi, i Giocatori possono “scegliere”: o fare un accordo sull’arretrato “con lo sconto” ed essere riconfermati, oppure andarsene con la beffa che si aggiunge al danno. Incapacità o preordinazione? La “regola” si è ripetuta troppo di frequente per essere casuale (si pensi alle clausole inserite nei contratti tecnico-agonistici che subordinano la possibilità di invocare la risoluzione del rapporto solo in caso di “sforamento” di n. 3 mensilità), e talvolta ha prodotto conseguenze deleterie. Venezia-Mestre? Fallita, ma erano mesi e mesi che dalla Laguna si diceva “che ci facciano pure causa, tanto non si recupera nulla”. Rugby Roma? Fallita. Sulla piazza romana, in realtà, c’è stato un tale rimescolamento di carte che anche solo indovinare la sede della Società Sportiva pare fosse disagevole. Rovigo? Si dice che la Guardia di Finanza avesse già ammonito la dirigenza di allora sul fatto che una Scarl era poco compatibile, come struttura societaria, rispetto all’attività (commerciale?) svolta. Aggiustata la forma, la sostanza s’è dissolta. Esempi odierni e non del passato? Vuoi mettere… I Crociati Parma (quelli fino a qualche giorno fa presieduti, per intenderci, da un politico agli arresti per varie ipotesi di reato) hanno trattenuto 250,00 euro a ciascun giocatore sulla mensilità (pagata in ritardo) elargita qualche giorno addietro. La colpa dei giocatori? Aver lamentato una situazione di cronica insolvenza che perdura da ben tre stagioni. Prato or ora dichiara laconicamente di aver finito i soldi, a metà stagione! E tutti sapevano già prima della pausa natalizia del dissesto. E tutte le altre, hanno saldato i conti o no? La FIR, quindi, opportunamente sta trattando il tema dell’introduzione delle fideiussioni. Quando vedremo, crederemo. A prescindere, si deve pure constatare che allo stato la “regola del 3” trova un buon “alleato”: le CLAUSOLE COMPROMISSORIE inserite nei contratti tecnico-sportivi che obbligano i Giocatori a seguire la via dell’arbitrato irrituale, che porterà (con aggravio di costi) ad una decisione senza valore di Sentenza, per cui, in caso di inottemperanza della Società Sportiva (già inadempiente), si potranno solo in seconda battuta adire le vie del giudizio con ricorsi per decreto ingiuntivo o, peggio, con cause ordinarie che dureranno anni. E intanto il tempo passa, i debitori cronici falliscono, cambiano veste societaria e magari riprendono il titolo sportivo, tamponano le falle finanziarie con piani di rientro farlocchi e non garantiti, scaricano dall’organico quei giocatori che hanno avuto l’ardire di protestare o tutelare i propri interessi, privilegiando quelli mansueti o nuovi, che magari per paura o per la giovane età stanno zitti. Un plauso al nuovo corso federale, ma il lavoro, soprattutto di mentalità è ancora enorme…

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