LE MINI-INTERVISTE DI G.I.R.A. - Alberto Sgarbi, tra All Blacks e Wallabies...

Grazie Alberto, innazitutto, per la disponibilità dataci in frangenti così “caldi” per la nazionale. Solo qualche domanda-flash per vivere insieme con te le straordinarie emozioni del campo.

Alberto, puoi provare a descriverci cosa hai provato nel segnare una meta contro gli All Blacks? Avevi mai sognato di arrivare a questo exploit nella tua carriera?

L’emozione di sabato scorso durante la part ita è stata veramente intensa, ma sono sincero nel dire che gli attimi che mi hanno appassionato di più sono stati quelli dell’ingresso in campo e, ovviamente, dell’inno. Dal fischio di inizio in poi la mia concentrazione e il mio corpo, sono stati totalmente orientati verso ciò che dovevo e volevo fare. La meta ha rappresentato la concretizzazione del lavoro di tutta la squadra, non solo del mio, a coronamento di una serie di ripetute fasi d’attacco. Onestamente non avevo mai pensato alla specifica situazione di segnare una meta contro la Nuova Zelanda…

Alla luce della prestazione di domenica all’Olimpico, pensi che si potrà tentare il “colpaccio” con i Wallabies nel prossimo test match?

La partita che andiamo ad affrontare domani sono sicuro sarà più dura e impegnativa di quella con gli All Blacks. L’Australia è una squadra fisica, organizzata, veloce e che gioca un buon rugby; dipenderà dai noi, lavorando e sacrificandoci tutto il match, riuscire ad imporre qualcosa ed avere qualche possibilità di un buon risultato.

Un giornalista neozelandese ha scritto in settimana che Italia e Scozia “non vinceranno oggi, non vinceranno l’anno prossimo e, probabilmente, non vinceranno mai contro gli All Blacks”. Credi che sia supponenza oppure per il rugby italiano c’è davvero un percorso troppo difficile da fare per arrivare al livello dei migliori?

Credo che la strada che il rugby italiano sta percorrendo sia quella giusta: sicuramente di lavoro da fare ne abbiamo tantissimo, più di molte altre realtà, e dobbiamo continuare a credere in noi stessi sempre di più! Sicuramente esiste un divario tra noi e le squadre “migliori”, ma da qui a dire che non si vincerà mai non sono affatto d’accordo! Grazie Alberto e… forza azzurri! (Per G.I.R.A. Federico D’A.)

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